Donazioni
Le famiglie del Piccolo Principe sostengono quasi interamente il costo del servizio di Riabilitazione Sociale per i loro bambini.
La generosità dei sostenitori permette alle famiglie di non sentirsi sole nella realizzazione di un Progetto di Vita che doni ai loro figli un presente ed un futuro migliore.

Il Vostro aiuto è prezioso. Il futuro del Piccolo Principe inizia da qui: dal nostro lavoro e dal Vostro sostegno!

Per donazioni al Centro Socio-Educativo di Ragusa:

Banco di Sicilia (gruppo Unicredit) Iban: IT17R0200817011000101114902
Poste Italiane: c/c postale n. 68511849

Per donazioni al Centro Socio-Educativo di Donnalucata:

Banca Agricola Popolare di Ragusa Iban: IT45X0503684520CC0211184349
PayPal

Per donazioni al Centro Socio-Educativo di Chiaramonte

Banco di Sicilia (gruppo Unicredit) Iban: IT65C02008 84440000101949659

BENEFICI FISCALI

Tutte le donazioni al Piccolo Principe sono deducibili o detraibili. Ecco come fruire dei benefici fiscali concessi dalla legge. Poiché Piccolo Principe è una ONLUS - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale ai sensi del D. Lgs. n. 460/97 - il privato o l'impresa che effettuano una donazione possono decidere liberamente il trattamento fiscale di cui beneficiare. A seconda della normativa applicata alla donazione, le agevolazioni previste sono infatti differenti.

In particolare, i privati possono:

  • dedurre la donazione dal proprio reddito per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato, nella misura massima di 70.000 euro annui (art. 14, comma 1 del D.L. 35/05 convertito in legge n. 80 del 14/05/2005);
  • detrarre dall'imposta lorda il 19% dell'importo donato fino ad un massimo di 2.065,83 euro (art.15, comma 1 lettera i-bis del D.P.R. 917/86).

Per quanto invece concerne le imprese:

  • è possibile dedurre dal reddito d'impresa complessivo le donazioni a favore delle ONLUS, per un importo non superiore al 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui (art. 14, comma 1 del D. L. 35/05 convertito in legge n. 80 del 14/05/2005).
  • è possibile dedurre le donazioni a favore delle ONLUS per un importo non superiore a 2065,83 euro o al 2% del reddito d'impresa dichiarato (art.100, comma 2 lettera h del D.P.R. 917/86).

IMPORTANTE: in tutti i casi, per fruire delle agevolazioni fiscali concesse dalla legge, è necessario conservare la relativa attestazione di donazione, vale a dire:

  • la ricevuta di versamento, nel caso di donazione con bollettino postale o freccia;
  • le note contabili o l'estratto conto emesso dalla banca, in caso di bonifico o RIDIl lascito: un gesto che vive per sempre

Lasciti

Una donazione o un lascito testamentario a favore di un bambino è un inno alla vita, un regalo alla propria esistenza e a quella di chi avrà un futuro migliore grazie a te. Un lascito ha uno straordinario valore etico e morale, indipendentemente dalla sua entità. Nel tuo testamento ricordati dei bambini del Piccolo Principe. Potrai essere accanto a loro, potrai rivivere in loro. Per sempre. I lasciti, di qualunque entità, a un ente senza scopo di lucro, non sono gravati da alcuna tassa di successione.

Un gesto "importante" per chi lo fa e per chi lo riceve: qualcosa di te che continua dopo di te...

"Ognuno deve lasciarsi qualche cosa dietro quando muore, diceva sempre mio nonno: un bimbo o un quadro o una casa o un muro eretto con le proprie mani o un paio di scarpe cucite da noi. O un giardino piantato col nostro sudore. Qualche cosa insomma che la nostra mano abbia toccato, in modo che la nostra anima abbia dove andare quando moriamo, e quando la gente guarderà l'albero, o il fiore che abbiamo piantato, noi saremo là. Non ha importanza quello che si fa, diceva mio nonno, purché si cambi qualche cosa da ciò che era prima in qualcos'altro che porti poi la nostra impronta. La differenza tra l'uomo che si limita a tosare un prato e un vero giardiniere, sta nel tocco, diceva. Quello che sega il fieno poteva anche non esserci stato, sul quel prato; ma il vero giardiniere vi resterà per tutta una vita".

Da ‘Fahrenheit 451′ di Ray Bradbury